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	<title>Commenti a: La Storia di @</title>
	<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/</link>
	<description>Masochista: uno che e' gentile con un sadico. -- James Ellroy</description>
	<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:15:13 +0000</pubDate>
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		<title>di LidiaLAB &#124; &#8220;Chiocciolina&#8221;, chi è costei? I perchè della &#8220;@&#8221;</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-165595</link>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 22:18:53 +0000</pubDate>
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					<description>[...] http://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/ [...]</description>
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</p>
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		<title>di Enzo</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17232</link>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2004 09:18:22 +0000</pubDate>
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					<description>Perch&#232;, cosa c'era il 2 febbraio?!?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perch&egrave;, cosa c&#8217;era il 2 febbraio?!?!
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		<title>di silvina</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17231</link>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2004 09:18:18 +0000</pubDate>
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					<description>enzo, ma il 2 febbraio sei stato in dip fino alle 22.30 ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>enzo, ma il 2 febbraio sei stato in dip fino alle 22.30 ?
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		<title>di Enzo</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17230</link>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2004 21:23:44 +0000</pubDate>
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					<description>Mau e Gould? 
Ma Gould &#232; morto...
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Mau e Gould?<br />
Ma Gould &egrave; morto&#8230;
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		<title>di edo</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17229</link>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2004 13:44:33 +0000</pubDate>
		<guid>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17229</guid>
					<description>potreste scrivere una tesi di laurea a 4 mani!
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>potreste scrivere una tesi di laurea a 4 mani!
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		<title>di Mau</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17228</link>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2004 14:37:16 +0000</pubDate>
		<guid>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17228</guid>
					<description>Be', non per vantarmi, ma dato che i commenti mi arrivano in casella di posta elettronica, avevo gi&#224; vinto alle 11. &lt;img src="/img/emoticons/smile.gif" alt=":)"/&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Be&#8217;, non per vantarmi, ma dato che i commenti mi arrivano in casella di posta elettronica, avevo gi&agrave; vinto alle 11. <img src="/img/emoticons/smile.gif" alt=":)"/>
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		<title>di Enzo</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17227</link>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2004 12:42:38 +0000</pubDate>
		<guid>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17227</guid>
					<description>Era Gould che scriveva, io ho solo fatto cut'n'paste...

E' aperta la gara a chi riesce a leggerlo tutto (e del resto io ho gi&#224; letto tutto l'articolo di mau...!)

Ciao!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era Gould che scriveva, io ho solo fatto cut&#8217;n'paste&#8230;</p>
<p>E&#8217; aperta la gara a chi riesce a leggerlo tutto (e del resto io ho gi&agrave; letto tutto l&#8217;articolo di mau&#8230;!)</p>
<p>Ciao!
</p>
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	<item>
		<title>di silvina</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17226</link>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2004 11:53:59 +0000</pubDate>
		<guid>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17226</guid>
					<description>come hai potuto constatare enzino non ha il dono della sintesi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>come hai potuto constatare enzino non ha il dono della sintesi.
</p>
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	<item>
		<title>di Enzo</title>
		<link>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17225</link>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2004 09:14:24 +0000</pubDate>
		<guid>https://vecchiomau.imanetti.net/wordpress/la-storia-di/#comment-17225</guid>
					<description>Tratto da: Bravo Brontosauro (riflessioni di storia naturale)

di Stephen Jay Gould

[...] Le vie complesse e curiose della storia assicurano che la maggior parte degli organismi e degli ecosistemi non possono essere il frutto di un disegno ottimale. In effetti, per fare un affermazione ancora pi&#249; forte, le imperfezioni sono la prova primaria dell' evoluzione, in quanto disegni ottimali cancellano tutti i cartelli indicatori della storia. Questo principio dell'imperfezione &#232; stato uno dei temi principali dei miei saggi per vari anni. Lo chiamo il principio del panda per onorare il mio esempio preferito, il falso pollice del panda. I panda sono discendenti erbivori di orsi carnivori. I loro veri pollici anatomici furono impegnati irrevocabilmente, molto tempo fa, a svolgere i movimenti limitati appropriati a questo modo di vita ed universalmente sviluppati dai mammiferi carnivori. Quando l'adattamento ad una dieta di bamb&#249; richiese una maggiore flessibilit&#224; di manipolazione, i panda non poterono riprogettare il loro pollice, ma dovettero aggiustarsi con un surrogato rimediato alla bell'e meglio: un'osso sesamoide radiale ingrandito dal carpo (polso), il "falso pollice del panda". Il pollice sesamoide &#232; una struttura approssimativa, tutt'altro che ottimale, ma funziona. Le vie della storia (l'impegno del vero polso in altri ruoli durante un passato irreversibile) impongono soluzioni di fortuna paragonabili a queste, a tutti gli organismi. La storia fa sentire la sua presenza nelle imperfezioni degli organismi viventi: in questo modo noi sappiamo che le creature moderne avevano un passato diverso, che &#232; stato convertito dall'evoluzione nel loro stato attuale. Possiamo accettare questo argomento per gli organismi (dopotutto conosciamo bene i problemi che ci provoca la nostra appendice, e il mal di schiena che spesso ci colpisce). Ma il principio del panda ha una portata pi&#249; universale? E' una affermazione generale su tutti i sistemi storici? Si applicher&#224;, per esempio, ai prodotti della tecnologia? Noi potremmo ritenere questo principio non pertinente per gli oggetti prodotti dall'ingegno dell'uomo, e per buone ragioni. Dopo tutto le costrizioni e la genealogia non si applicano all'acciaio, al vetro ed alla plastica. Il panda non pu&#242; rinunciare alle sue dita e pu&#242; costruire il suo futuro solo fondandosi sulla struttura corporea che ha ereditato, mentre noi possiamo abbandonare le lampade a gas per l'elettricit&#224; e le carrozze a cavalli per le automobili a motore. Consideriamo, per esempio, la differenza esistente fra architettura organica ed edifici umani. Strutture organiche complesse non possono risvilupparsi per l'evoluzione dopo essere state perdute; nessun serpente risvilupper&#224; le zampe anteriori. Gli apostoli della architettura postmoderna, invece, in reazione alla asetticit&#224; di un cos&#236; gran numero di edifici dello stile internazionale che sembrano grandi scatole di vetro, hanno fatto ricorso a tutte le forme classiche della storia in uno sforzo per riscoprire le virt&#249; dell'ornamentazione. Cos&#236; Philip Johnson ha potuto mettere un timpano spezzato sulla cima di un grattacielo a New York e costruire un castello medievale di lastre di vetro in centro a Pittsburgh. Io, per&#242;, non sono cos&#236; sicuro che la tecnologia sia del tutto esente dal pricipio storico del panda; proprio in questo momento, infatti, sono seduto davanti all'esempio migliore della sua applicazione. Sono in effetti nel contatto pi&#249; intimo (e sorprendente) con questo oggetto: la tastiera della macchina da scrivere. Io imparai a battere a macchina ancor prima che a scrivere. Mio padre era stenografo in tribunale, e mia madre dattilografa. Io imparai a battere a macchina correttamente con otto dita all'et&#224; di circa 9 anni, quando avevo ancora mani piccole e il dito mignolo minuscolo e debole. Fui cos&#236;, fin dal principio, in grado di rendermi conto dell'irrazionalit&#224; della collocazione delle lettera sulla tastiera tipo, chiamata qwerty da tutti gli aficionados, dall'ordine delle prime sei lettere sulla fila superiore di tasti. Pi&#249; del 70% delle parole inglesi possono essere scritte colle lettere diathensor, le quali dovrebbero trovarsi sulla riga pi&#249; accessibile, la seconda, come fu effettivamente in una concorrente della qwerty che non ebbe successo, introdotta gi&#224; nel 1893. Ma nella tastiera qwerty la lettera inglese pi&#249; comune, la E, si trova sulla riga superiore come anche le vocali U, I, O (la O viene battuta addirittura con l'anulare, che &#232; un dito piuttosto debole), mentre la A rimane nella seconda riga ma deve essere battuta col dito pi&#249; debole di tutti ossia il mignolo della mano sinistra. Ricordo quanto mi dava fastidio quel fatto quando ero ragazzo: non riuscivo proprio ad abbassare quel tasto.[...] Coloro che ricordano gli inconvenienti delle macchine per scrivere meccaniche, sanno che una eccessiva velocit&#224; o un ritmo diseguale di battitura possono far incastrare i martelletti di due o pi&#249; caratteri nella piastrina guidacaratteri, con il rischio di perdere ogni vantaggio della velocit&#224;; il sistema qwerty ebbe origine per rallentare la velocit&#224; massima della battitura e per prevenire l'incastro delle asticelle. [...] Tale tastiera ebbe una giustificazione molto ragionevole nella tecnologia degli inizi della dattilografia, ma ben presto divenne un intralcio per la dattilografia pi&#249; veloce quando i progressi tecnologici eliminarono la ragione dell'origine della tastiera qwerty. [...] Nonostante gi&#224; alla fine del 1800 i costruttori fossero in grado di eliminare l'impostazione qwerty, la maggioranza continu&#242; ad utilizzarla fino a quando divenne norma industriale agli inizi del 1900, giungendo fino ai nostri giorni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da: Bravo Brontosauro (riflessioni di storia naturale)</p>
<p>di Stephen Jay Gould</p>
<p>[&#8230;] Le vie complesse e curiose della storia assicurano che la maggior parte degli organismi e degli ecosistemi non possono essere il frutto di un disegno ottimale. In effetti, per fare un affermazione ancora pi&ugrave; forte, le imperfezioni sono la prova primaria dell&#8217; evoluzione, in quanto disegni ottimali cancellano tutti i cartelli indicatori della storia. Questo principio dell&#8217;imperfezione &egrave; stato uno dei temi principali dei miei saggi per vari anni. Lo chiamo il principio del panda per onorare il mio esempio preferito, il falso pollice del panda. I panda sono discendenti erbivori di orsi carnivori. I loro veri pollici anatomici furono impegnati irrevocabilmente, molto tempo fa, a svolgere i movimenti limitati appropriati a questo modo di vita ed universalmente sviluppati dai mammiferi carnivori. Quando l&#8217;adattamento ad una dieta di bamb&ugrave; richiese una maggiore flessibilit&agrave; di manipolazione, i panda non poterono riprogettare il loro pollice, ma dovettero aggiustarsi con un surrogato rimediato alla bell&#8217;e meglio: un&#8217;osso sesamoide radiale ingrandito dal carpo (polso), il &#8220;falso pollice del panda&#8221;. Il pollice sesamoide &egrave; una struttura approssimativa, tutt&#8217;altro che ottimale, ma funziona. Le vie della storia (l&#8217;impegno del vero polso in altri ruoli durante un passato irreversibile) impongono soluzioni di fortuna paragonabili a queste, a tutti gli organismi. La storia fa sentire la sua presenza nelle imperfezioni degli organismi viventi: in questo modo noi sappiamo che le creature moderne avevano un passato diverso, che &egrave; stato convertito dall&#8217;evoluzione nel loro stato attuale. Possiamo accettare questo argomento per gli organismi (dopotutto conosciamo bene i problemi che ci provoca la nostra appendice, e il mal di schiena che spesso ci colpisce). Ma il principio del panda ha una portata pi&ugrave; universale? E&#8217; una affermazione generale su tutti i sistemi storici? Si applicher&agrave;, per esempio, ai prodotti della tecnologia? Noi potremmo ritenere questo principio non pertinente per gli oggetti prodotti dall&#8217;ingegno dell&#8217;uomo, e per buone ragioni. Dopo tutto le costrizioni e la genealogia non si applicano all&#8217;acciaio, al vetro ed alla plastica. Il panda non pu&ograve; rinunciare alle sue dita e pu&ograve; costruire il suo futuro solo fondandosi sulla struttura corporea che ha ereditato, mentre noi possiamo abbandonare le lampade a gas per l&#8217;elettricit&agrave; e le carrozze a cavalli per le automobili a motore. Consideriamo, per esempio, la differenza esistente fra architettura organica ed edifici umani. Strutture organiche complesse non possono risvilupparsi per l&#8217;evoluzione dopo essere state perdute; nessun serpente risvilupper&agrave; le zampe anteriori. Gli apostoli della architettura postmoderna, invece, in reazione alla asetticit&agrave; di un cos&igrave; gran numero di edifici dello stile internazionale che sembrano grandi scatole di vetro, hanno fatto ricorso a tutte le forme classiche della storia in uno sforzo per riscoprire le virt&ugrave; dell&#8217;ornamentazione. Cos&igrave; Philip Johnson ha potuto mettere un timpano spezzato sulla cima di un grattacielo a New York e costruire un castello medievale di lastre di vetro in centro a Pittsburgh. Io, per&ograve;, non sono cos&igrave; sicuro che la tecnologia sia del tutto esente dal pricipio storico del panda; proprio in questo momento, infatti, sono seduto davanti all&#8217;esempio migliore della sua applicazione. Sono in effetti nel contatto pi&ugrave; intimo (e sorprendente) con questo oggetto: la tastiera della macchina da scrivere. Io imparai a battere a macchina ancor prima che a scrivere. Mio padre era stenografo in tribunale, e mia madre dattilografa. Io imparai a battere a macchina correttamente con otto dita all&#8217;et&agrave; di circa 9 anni, quando avevo ancora mani piccole e il dito mignolo minuscolo e debole. Fui cos&igrave;, fin dal principio, in grado di rendermi conto dell&#8217;irrazionalit&agrave; della collocazione delle lettera sulla tastiera tipo, chiamata qwerty da tutti gli aficionados, dall&#8217;ordine delle prime sei lettere sulla fila superiore di tasti. Pi&ugrave; del 70% delle parole inglesi possono essere scritte colle lettere diathensor, le quali dovrebbero trovarsi sulla riga pi&ugrave; accessibile, la seconda, come fu effettivamente in una concorrente della qwerty che non ebbe successo, introdotta gi&agrave; nel 1893. Ma nella tastiera qwerty la lettera inglese pi&ugrave; comune, la E, si trova sulla riga superiore come anche le vocali U, I, O (la O viene battuta addirittura con l&#8217;anulare, che &egrave; un dito piuttosto debole), mentre la A rimane nella seconda riga ma deve essere battuta col dito pi&ugrave; debole di tutti ossia il mignolo della mano sinistra. Ricordo quanto mi dava fastidio quel fatto quando ero ragazzo: non riuscivo proprio ad abbassare quel tasto.[&#8230;] Coloro che ricordano gli inconvenienti delle macchine per scrivere meccaniche, sanno che una eccessiva velocit&agrave; o un ritmo diseguale di battitura possono far incastrare i martelletti di due o pi&ugrave; caratteri nella piastrina guidacaratteri, con il rischio di perdere ogni vantaggio della velocit&agrave;; il sistema qwerty ebbe origine per rallentare la velocit&agrave; massima della battitura e per prevenire l&#8217;incastro delle asticelle. [&#8230;] Tale tastiera ebbe una giustificazione molto ragionevole nella tecnologia degli inizi della dattilografia, ma ben presto divenne un intralcio per la dattilografia pi&ugrave; veloce quando i progressi tecnologici eliminarono la ragione dell&#8217;origine della tastiera qwerty. [&#8230;] Nonostante gi&agrave; alla fine del 1800 i costruttori fossero in grado di eliminare l&#8217;impostazione qwerty, la maggioranza continu&ograve; ad utilizzarla fino a quando divenne norma industriale agli inizi del 1900, giungendo fino ai nostri giorni.
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