Archivio della categoria 'Old Blog'

meBlog versione 0.2

@ Mercoledì 7 Luglio 2004 @ 17:28

mcgrath.gifÈ uscito meBlog versione 0.2.
Finalmente un chiaro riferimento alla licenza GPL, qualche correzione di bug e qualche piccola miglioria.
Per passare dalla versione 0.1 si prega leggere la sezione apposita nel README (don’t worry: sono solo 3 righe).
Ecco il changelog per completezza:

0.2

  • changed structure of table “visite” (added column keywords)
  • added indexes to table “visite” and table “news”
  • added many scripts in admin/sito (for site access statistical analysis)
  • addes STATUSCAPTION in top.php and config.php
  • fixed bug in sendcomment.php (UserID was not saved correctly)
  • added automatic dash (-) in title tag between blogtitle and pagetitle
  • improved rss feed generation
  • added rss link in barrasx.php


Scarica meBlog 0.2 »

Della libertà in Italia (2)

@ Martedì 6 Luglio 2004 @ 16:20

Giusto ieri un amico, per farmi girare un po’ le balle, mi ha spedito l’indirizzo di un fantastico documentario (Citizen Berlusconi). Si tratta di una produzione norvegese, realizzata dalla giornalista Susan Gray, mandata in onda dalla tv pubblica americana, e da molte televisioni europee. Mai andata in onda su nessuna televisione italiana. Il servizio infatti è stato mandato in onda recentemente (il 17 giugno) dalla tv svizzera in lingua italiana.
L’ho scaricato, e anche se sono 31 MB, lo metto a disposizione per i coraggiosi che vogliono scaricarlo.

Altrimenti potete cercare di verderlo o scaricarlo dalla pagina messa a disposizione sul sito di Repubblica.
L’indirizzo vero (url rtsp) del filmato è questo:
rtsp://194.6.181.110:554/tsi/vod/Falo/falo_berlusconi18062004_lw.rm?cloakport=80,554,7070

In fondo a questo post invece trovate il link per scaricarlo direttamente da qui.

Le affermazioni di alcuni personaggi intervistati nel documentario sembrano la risposta di Edo ai miei tentativi di tranquillizzare di qualche tempo fa:

Marco Travaglio:

Non credo che si possa più parlare di democrazia. Qui siamo in un regime autoritario mediatico, che non ha nemmeno bisogno della repressione… (anche se un po’ di repressione l’abbiamo vista con i fatti di Genova) ma non ha più nemmeno bisogno dei carri armati della repressione, perché è un regime che sta conquistandosi il consenso semplicemente con il cannoneggiamento delle televisioni.
Fa finta di non essere un regime e c’è moltissima gente che dice “Ma no, non siamo in un regime, ci lasciano ancora chiacchierare al bar senza puntarci una pistola“. E questo è molto grave.

Paul Ginsburg:

Di certo non è un altro Mussolini. Credo stia creando una specie di regime all’interno dei limiti formali della democrazia.

Giovanni Sartori:

Non ha bisogno di modificare la Costituzione. Le regole, le procedure, le apparenze vengono rispettate, e tuttavia il potere della televisione, che al tempo di Hitler e di Mussolini non esisteva, unito a quello della radio e della stampa, fa sì che la democrazia diventi un simulacro: la sostanza è scomparsa, o sta scomparendo.

Citizen Berlusconi »

Forme geometriche

@ Domenica 4 Luglio 2004 @ 14:30

culo.jpgRecentemente mi son trovato a ripensare a una curiosa vicenda che il mio animo sensibile non mancò d’impressionare.

Un giorno, sul guestbook del sito dei Beck’s Boys (ora in disuso per motivi vari), trovammo un link interessante, inserito, a quanto pare, dalle stesse signorine ritratte in queste foto, alquanto care e deliziose, e sedicenti tifose della squadra di calcetto. Non penso proprio…

All’epoca non avevo il blog, e tantomeno una categoria del blog denominata “Donne Nude“. Quindi non avevo segnalato questa importante risorsa del web. Comunque le ragazze non sono nude, a voler esser pignoli, ma la loro visione suscita senz’altro interessanti spunti di riflessione sulla rotondità del creato.

Reef Girl Company »

Ne son passati di segnali sotto i mari !!

@ Venerdì 2 Luglio 2004 @ 08:00

atlanticcable.jpgDopo anni di progetto e anni di tentativi, il primo cavo intercontinentale sottomarino fu posato con successo tra Bay of Valentia (in Irlanda) e Trinity Bay (negli Stati Uniti) da due navi, la Niagara (statunitense) e la Agamemnon (britannica) il 4 Agosto 1858. Nasceva così la Atlantic Telegraph. Ancora nessuno sapeva dell’esistenza delle onde elettromagnetiche, e tanto meno della propagazione in guida d’onda (infatti le applicazioni erano limitate al telegrafo) ma era comunque un passo epocale. Direi, senza tema di esagerare, che fu una data fondamentale nella storia delle telecomunicazioni, anche se probabilmente meno importante del 12 dicembre 1901, data della prima trasmissione radio intercontinentale ad opera di Marconi.
Da allora ne son passati di segnali sotto i mari, e oggi viviamo in un mondo in cui, a dispetto della grande diffusione delle trasmissioni via etere, i fondali dei mari e degli oceani sono variamente solcati da ogni sorta di cavi per telecomunicazioni, vecchi e nuovi.
Tutta ’sta retorica per dire cosa? Niente, solo che l’altro giorno ho chattato con Lorenzo, in Australia, ed è stato bello vedere che adesso lui indossa il maglione mentre io sono in canottiera. Questa immagine, ottenuta con il Visual Route, non rende conto del passaggio dei cavi sottomarini da Hong Kong.

La storia del cavo atlantico »

Liferea gets the job done

@ Giovedì 1 Luglio 2004 @ 18:00

Liferea screenshot
Liferea è l’abbreviazione di Linux Feed Reader ed è, a mio parere, il miglior feed reader per Linux, se non addirittura il miglior feed reader gratuito in assoluto.
Questi programmi sono ancora poco diffusi e poco noti, e Liferea, che non può certo essere considerato privo di pecche, è comunque quello più ricco di promesse in ambito open source.
Piace sicuramente a chi usa Gnome (per gli amanti della shell non si può fare a meno di suggerire lo splendido raggle). Fino a poco tempo fa usavo lo Straw, un feed reader per Gnome scritto in Python. Ma l’ultima versione di Straw è un po’ troppo ficosa a proposito del charset encoding dei feed, al punto da non farteli leggere quando non gli piacciono.
Anche Liferea è abbastanza ficoso riguardo alla correttezza formale dei feed, ma te li fa leggere lo stesso, benché ti avverta con una noiosa marcatura in rosso dei possibili problemi.
L’importazione di file OPML funziona bene, anche se il software si pianta. In realtà l’ho dovuto uccidere di brutto, ma quando l’ho riaperto aveva importato tutto correttamente e creato le giuste gerarchie. Quest’ultimo punto (l’organizzazione dei feed in categorie) è particolarmente ben realizzato in Liferea.
Da notare anche l’ottimo aspetto (carina la caratteristica di associare i feed ai favicon dei siti) e la ricchezza di impostazioni personalizzabili per ciascun feed, che offrono la programmazione dell’aggiornamento, l’impostazione della cache, il filtraggio tramite programmi esterni, e così via.
Di recente è uscita la versione 0.5.1 che non vedo l’ora di provare, perché si dice che apporti molte caratteristiche interessanti (ormai aspetto il pacchetto Debian).

Liferea »

Della libertà in Italia

@ Lunedì 28 Giugno 2004 @ 15:20

Tempo fa sul blog si Edo si discuteva del problema della libertà e della democrazia in Italia.

Fortunatamente per me, io sono (ero?) meno preoccupato di Edo a proposito del problema della libertà in Italia, ma la questione è: come si fa ad avere una visione obiettiva delle cose? Voglio dire, è facile per me e gli altri convenuti alla discussione criticare questo governo, data la nostra appartenenza politica (o ideologica) anche se non così marcata (non siamo attivisti di partito, insomma). Ma come si fa ad avere un’idea un po’ più distaccata, obiettiva, non faziosa?

Be’ forse qualche risposta l’ho trovata (e non mi piace per niente):

Finalmente la finestra

@ Mercoledì 23 Giugno 2004 @ 19:20

soleinfaccia.jpgFinalmente è arrivata la tendina oscurante per la finestra di camera.
Una spesa enorme (100 €!!), una fatica bestia per montarla, ma finalmente la domenica mattina non mi arriverà il sole dritto negli occhi.

È una cosa indegna !!

@ Martedì 22 Giugno 2004 @ 15:00

broglio.jpgHa ragione il Cavaliere. Mi ha beccato. Sono anni che faccio il segretario di seggio, e la parola FINE sui verbali della mia sezione l’ho sempre avuta io. Ho sempre mentito, è chiaro. Solo un perfido bolscevico professionista della mia risma poteva architettare, d’accordo con i miei 65877 colleghi altrettanto bolscevichi (e perfidi professionisti) un piano così diabolico (sono 65878 le sezioni in Italia). Per un pugno di voti, mi è sempre parso logico rischiare la galera.

Da tempo mi ero accorto che i rappresentanti di lista di Forza Italia erano fondamentalmente dei babbioni (d’altronde come si spiegherebbe altrimenti la loro fede politica? Ops, mi sa che ho fatto una gaffe di scorrettezza politica) e allora abbiamo pensato bene di fare un bel broglino, semplicemente scrivendo i risultati degli scrutini in complemento a 2. Solo così si spiegano i risultati davvero bulgari delle elezioni di Fiesole.

Nella foto vediamo ritratto il segretario della sezione numero 13 o 14 di Fiesole (fa lo stesso, la confusione fa parte dell’inganno) mentre calcola i risultati fasulli dello scrutinio (si noti che i rappresentanti di lista si sono già dileguati nel momento più importante, ovvero quello della stesura dei risultati sul verbale: che dilettanti della democrazia!!).

Robe dell’altro mondo »

La tessera elettorale è una cagata pazzesca

@ Mercoledì 16 Giugno 2004 @ 21:30

tesseraelettorale.jpgSiccome ci ho il blog, voglio dire la mia su un argomento che, ad ogni tornata elettorale, mi si ripresenta fastidioso come un prurito.
Come testimonia anche il nuovo link che ho piazzato nella barra di sinistra, sono ormai diversi anni che faccio il segretario del seggio elettorale alle elezioni. È dalle Amministrative del 1995, per la precisione, e non ne ho mancata una. Ormai ho acquisito una certa esperienza in materia di operazioni del seggio elettorale, e ne ho viste parecchie, ma sono convinto che è nulla, rispetto a quello che si sente in giro.
Fra le tante, fare il segretario del seggio significa anche avere a che fare con (quasi) tutta la burocratia delle elezioni. Che gioia riempire i verbali, cosa che spesso non è affatto una passeggiata, anche perché i verbali sono fatti in maniera tale da impedirti di capire quali sono le parti da riempire correttamente veramente importanti (i risultati dello scrutinio) e quelle quasi totalmente inutili (gli orari di apertura e chiusura delle operazioni, la partecipazione, ripetuta all’inizio di ciascuna parte del verbale, dei rappresentanti di lista).

Ad ogni modo, una delle cose che da tempo mi ha infastidito, e ogni anno che passa è peggio, è stata l’introduzione della tessera elettorale.

La tessera elettorale è stata introdotta per la prima volta alle Politiche del 2001. Prima c’era il certificato elettorale, che ti arrivava a casa un po’ di tempo prima delle elezioni, e che ti ricordava che si andava a votare. Il certificato elettorale aveva il vantaggio, per scrutatori & company, che si staccava il tagliandino, come un biglietto del cinema, e il tagliandino rimaneva al seggio, per poter contare i votanti.

Da quando esiste la tessera elettorale, ho riscontrato una bella serie di problemi:

  • Costringe il personale del seggio a un lavoro in più (dobbiamo annotare il numero della tessera su un registro a parte) rallentando le operazioni
  • Rende più probabili gli errori (è più facile sbagliare a riportare una serie di numeri su un registro che strappare un tagliandino)
  • La gente lo perde (non è un documento che usi così spesso da poterti ricordare sempre dove lo hai messo)
  • I cambi di residenza non vengono registrati così rapidamente come dovrebbero (abbiamo avuto almeno tre elettori che sulla tessera elettorale avevano il numero della nostra sezione ma dovevano votare in un’altra)
  • È più facile in teoria votare due volte, infatti certi elettori possono votare in una sezione diversa da quella di appartenenza (per esempio il personale del seggio). Dato che la tessera elettorale è il documento che accerta il diritto al voto, era più facile prima controllare se uno aveva il tagliando strappato dal certificato, piuttosto che controllare, ora, se ha il timbro con la data delle elezioni sulla tessera. Per non parlare di chi perde il diritto di voto temporaneamente. Sulla tessera non ci sarà mai scritto.

Riguardo al fatto della gente che perde la tessera, be’, ho visto almeno un 30% di tessere duplicate.
Uno è arrivato con il certificato elettorale dei referendum del 2000!! Ma poi va considerato il fatto che l’Italia è un paese di vecchi. Almeno due elettori del mio seggio, non avendo la tessera, hanno rinunciato al diritto di voto, per le difficoltà che comportava per loro andare in Comune a ritirare il duplicato della tessera. Insomma, un macello.

E tutto questo a che scopo? Per risparmiare due lire che davi alla gente che andava a portare i certificati. Be’, sempre meglio dare i soldi ai ragazzi che portavano i certificati che dare 6 milioni di euro alle compagnie di telefonia mobile per spedire i messaggini della Presidenza del Consiglio.

Unità di misura

@ Venerdì 11 Giugno 2004 @ 15:08

Anch’io, come marok, sono un’unità di misura.

Una bella grande area… che parla portoghese.

Ma sono anche un’ethernet tranceiver

Il Mau »