Archivio di Luglio 2004

Destra e Sinistra (2)

@ Domenica 11 Luglio 2004 @ 12:00

La domanda su cosa siano la destra e la sinistra oggi me la sono posta più o meno dal 1994, credo. Forse anche da prima, ma nel 1994 è stata la prima volta che sono andato a votare. Mi ricordo che se ne parlava parecchio, all’epoca, anche a scuola. Era un momento particolare: quello che immaginavamo come il passaggio alla Seconda Repubblica. Silvio Berlusconi scendeva in campo. Nella trasmissione satirica Tunnel, Pierfrancesco Loche scendeva anche lui in campo con il partito Proloche. Il simbolo del partito era un salvagente. Mi ricordo anche che la prof. d’Italiano, la Mensu, ci fece leggere un articolo di Bobbio in merito alla questione destra/sinistra (e poi ci fece anche comprare un libro di Bobbio, L’Età dei diritti, che non ce la feci a leggere).

A domanda logorroica e complessa, risposta breve e concisa:

« l’uomo di sinistra è colui che considera ciò che gli uomini hanno in comune fra loro piuttosto che quello che li divide, e, per l’uomo di destra, al contrario, ciò che differenzia un uomo dall’altro è anche politicamente più rilevante di quello che li unisce »
Norberto Bobbio

È una risposta plausibile?

Sono una FAVA !!

@ Sabato 10 Luglio 2004 @ 13:26

eelst.jpgHo deciso.

Sono anch’io una FAVA!!

Il gruppo milanese è prodigo di idee. Oltre a darci la buona musica che ci danno arricchita di tante belle ca##ate, si inventano un nuovo modo di vendere la musica. Viva gli Elii!!!

…rapporto diretto con il proprio pubblico, dal produttore al consumatore, senza più case discografiche e negozi di mezzo…

EELST fave CLUB »

Destra e Sinistra

@ Venerdì 9 Luglio 2004 @ 17:48

hegel.jpgChe cos’è la Destra? Cos’è la Sinistra?
(A proposito, tra qualche giorno comincia a Viareggio il Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber.)

Questo è un post politico, o per meglio dire, ideologico. Anzi, filosofico? Boh?

Lo scrivo lo stesso, anche anche se Lorenzo che mi segue dall’Australia sbotterà, nel trovare questo post
al post(o) di un bel resoconto sulla Playmate dell’anno Carmella DeCesare (the ultimate girl next door from Westlake, Miss April 2003), che comunque arriverà presto, perché Carmella è davvero splendida.

Dopo le chattate con Raffa mi son messo a pensare seriamente, come non mi accadeva ormai da diverso tempo, a cosa distingua davvero, oggi, il nostro appartenere politico a destra o a sinistra.
L’argomento è emerso forte ieri sera, dopo una Carbonara Modale (altra cosa di cui mi devo ricordare di parlare) da Edo. Con Ale e Edo siamo stati a parlare fino a tardi e ora mi accorgo che Edo ha fatto anche lui un post sulla faccenda. Allora il problema è: come cavolo implementare il trackback su meBlog?

Torniamo al tema principale:
Destra e Sinistra. Cosa ci distingue? Cosa ci fa appartenere ad una parte o all’altra, razionalmente, oggi? Lasciamo per un attimo da parte la nostra formazione, le nostre frequentazioni, il nostro passato, la nostra tradizione familiare. Lasciamo per un momento da parte anche l’anomala situazione dell’Italia. Lasciamo da parte i pregiudizi e i preconcetti che ciascuna parte ha dell’altra, dimentichiamoci dei massimi sistemi (di Destra e di Sinistra) che hanno teorizzato la forma della società giusta in ogni aspetto. Guardiamo il mondo di oggi, intendo il mondo occidentale, nel suo complesso, attraverso gli strumenti della democrazia in cui viviamo (se lo è) e cerchiamo per un attimo di capire cosa vuol dire stare da una parte o dall’altra. Qual è la caratteristica fondamentale di una politica di sinistra, quale quella di una di destra? Già, cosa vuol dire? Cosa ci distingue, oggi?
Forse son cose ovvie, e magari in paesi come Francia e Germania son davvero cose ovvie. Ma per quanto mi riguarda personalmente non mi sembra proprio. Soprattutto perché, conoscendo persone che sono di destra, e non trovandole tanto diverse da me, non mi pare che sia così chiaro cosa ci distingue. E allora me lo voglio chiedere, e ve lo voglio chiedere.

Come dice Edo nel suo post, potremmo far risalire le basi storiche di destra e sinistra alla difesa degli interessi economici e sociali di certe parti della società (Tory e Labour nell’Inghilterra della rivoluzione industriale).
Oppure potremmo pensare a una base ideologica più forte, di origine hegeliana (scusate le mie bestemmie filosofiche, ma mi pare che le cose stiano così): ovvero pensare all’ideologia politica come ad un tentativo di concepire la società privilegiando un bene superiore comune rispetto al bene individuale. Bene superiore comune che, a seconda che l’ideologia sia di destra o di sinistra assume forme diverse.

Forse al giorno d’oggi, una moderna democrazia dovrebbe aver accettato in ogni suo aspetto lo stato di diritto, dovrebbe dare per scontate certe libertà individuali e non violarle mai, in nome di alcun bene superiore comune e accogliere la teoria che la politica altro non sia che la difesa di certi interessi, all’interno di un determinato sistema di regole. Riduciamo dunque la politica alla difesa di una certa parte della società. Probabilmente ciò è prosaicamente e tristemente vero. Eppure non posso accettare che la base ideologica di fondo non esista. Dobbiamo abbandonare ogni presupposto ideologico, e vedere la politica solo come mera amministrazione del potere? Dobbiamo pensare che gli unici governi possibili, una volta accettate certe regole e certe premesse, siano governi i cui provvedimenti vadano una volta a favore di una parte della società, una volta a favore dell’altra parte?

Questa tesi non mi convince. Non mi convince perché non mi pare sia autentica rispetto alla stato attuale delle cose. Mi sbaglierò, ma mi pare che questa visione della politica potesse essere vera fina a qualche tempo fa, ma adesso non mi sembra che ci sia una netta distinzione di carattere propriamente “sociale” tra chi si dichiara di destra e chi di sinistra. Da questo punto di vista, mi sento di poter affermare di aver visto un panorama piuttosto vario, per quanto riguarda appartenenza politica ed estrazione sociale. Ma probabilmente la mia è una visione estremamente limitata.

Un orientamento ideologico deve esistere e può essere svincolato da un interesse particolare. Se così è, mi pare che l’appartenenza politica sia maggiormente legittimata. Se riduciamo la Destra o la Sinistra alla difesa di interessi particolari, quanta dignità politica possiamo dar loro? Secondo me ne possiamo dare molta di più se cerchiamo di inquadrarle come interpretazioni pratiche di una certa visione del mondo, di una certa, appunto, ideologia.
Le decisioni su come risolvere i conflitti sociali, su come affrontare i vecchi e nuovi problemi, devono avere un’ispirazione di carattere ideologico. In questo senso possiamo sviluppare un’idea della politica un po’ più nobile, non come una semplice difesa di un interesse economico e/o sociale, ma come un processo dinamico ispirato da una serie di principi etici, da un’idea precisa di cosa è giusto e cosa non lo è, da una visione del mondo che abbracci tutta la società nel suo insieme e non una sola sua parte.

Questa tesi mi sembra più convincente e mi aiuterebbe a capire il perché persone tanto diverse socialmente possano dichiararsi appartenenti alla stessa parte politica.

Che cosa ne pensate?
Sono solo un misero idealista? Ho detto una fracca di stronzate?
Ho solo una gran confusione in testa?
Caro lettore che hai avuto l’ardire di arrivare fino in fondo, adesso ti meriti un gadget: la canzone di Gaber.

Giorgio Gaber - Destra Sinistra »

meBlog versione 0.2

@ Mercoledì 7 Luglio 2004 @ 17:28

mcgrath.gifÈ uscito meBlog versione 0.2.
Finalmente un chiaro riferimento alla licenza GPL, qualche correzione di bug e qualche piccola miglioria.
Per passare dalla versione 0.1 si prega leggere la sezione apposita nel README (don’t worry: sono solo 3 righe).
Ecco il changelog per completezza:

0.2

  • changed structure of table “visite” (added column keywords)
  • added indexes to table “visite” and table “news”
  • added many scripts in admin/sito (for site access statistical analysis)
  • addes STATUSCAPTION in top.php and config.php
  • fixed bug in sendcomment.php (UserID was not saved correctly)
  • added automatic dash (-) in title tag between blogtitle and pagetitle
  • improved rss feed generation
  • added rss link in barrasx.php


Scarica meBlog 0.2 »

Della libertà in Italia (2)

@ Martedì 6 Luglio 2004 @ 16:20

Giusto ieri un amico, per farmi girare un po’ le balle, mi ha spedito l’indirizzo di un fantastico documentario (Citizen Berlusconi). Si tratta di una produzione norvegese, realizzata dalla giornalista Susan Gray, mandata in onda dalla tv pubblica americana, e da molte televisioni europee. Mai andata in onda su nessuna televisione italiana. Il servizio infatti è stato mandato in onda recentemente (il 17 giugno) dalla tv svizzera in lingua italiana.
L’ho scaricato, e anche se sono 31 MB, lo metto a disposizione per i coraggiosi che vogliono scaricarlo.

Altrimenti potete cercare di verderlo o scaricarlo dalla pagina messa a disposizione sul sito di Repubblica.
L’indirizzo vero (url rtsp) del filmato è questo:
rtsp://194.6.181.110:554/tsi/vod/Falo/falo_berlusconi18062004_lw.rm?cloakport=80,554,7070

In fondo a questo post invece trovate il link per scaricarlo direttamente da qui.

Le affermazioni di alcuni personaggi intervistati nel documentario sembrano la risposta di Edo ai miei tentativi di tranquillizzare di qualche tempo fa:

Marco Travaglio:

Non credo che si possa più parlare di democrazia. Qui siamo in un regime autoritario mediatico, che non ha nemmeno bisogno della repressione… (anche se un po’ di repressione l’abbiamo vista con i fatti di Genova) ma non ha più nemmeno bisogno dei carri armati della repressione, perché è un regime che sta conquistandosi il consenso semplicemente con il cannoneggiamento delle televisioni.
Fa finta di non essere un regime e c’è moltissima gente che dice “Ma no, non siamo in un regime, ci lasciano ancora chiacchierare al bar senza puntarci una pistola“. E questo è molto grave.

Paul Ginsburg:

Di certo non è un altro Mussolini. Credo stia creando una specie di regime all’interno dei limiti formali della democrazia.

Giovanni Sartori:

Non ha bisogno di modificare la Costituzione. Le regole, le procedure, le apparenze vengono rispettate, e tuttavia il potere della televisione, che al tempo di Hitler e di Mussolini non esisteva, unito a quello della radio e della stampa, fa sì che la democrazia diventi un simulacro: la sostanza è scomparsa, o sta scomparendo.

Citizen Berlusconi »

Forme geometriche

@ Domenica 4 Luglio 2004 @ 14:30

culo.jpgRecentemente mi son trovato a ripensare a una curiosa vicenda che il mio animo sensibile non mancò d’impressionare.

Un giorno, sul guestbook del sito dei Beck’s Boys (ora in disuso per motivi vari), trovammo un link interessante, inserito, a quanto pare, dalle stesse signorine ritratte in queste foto, alquanto care e deliziose, e sedicenti tifose della squadra di calcetto. Non penso proprio…

All’epoca non avevo il blog, e tantomeno una categoria del blog denominata “Donne Nude“. Quindi non avevo segnalato questa importante risorsa del web. Comunque le ragazze non sono nude, a voler esser pignoli, ma la loro visione suscita senz’altro interessanti spunti di riflessione sulla rotondità del creato.

Reef Girl Company »

Ne son passati di segnali sotto i mari !!

@ Venerdì 2 Luglio 2004 @ 08:00

atlanticcable.jpgDopo anni di progetto e anni di tentativi, il primo cavo intercontinentale sottomarino fu posato con successo tra Bay of Valentia (in Irlanda) e Trinity Bay (negli Stati Uniti) da due navi, la Niagara (statunitense) e la Agamemnon (britannica) il 4 Agosto 1858. Nasceva così la Atlantic Telegraph. Ancora nessuno sapeva dell’esistenza delle onde elettromagnetiche, e tanto meno della propagazione in guida d’onda (infatti le applicazioni erano limitate al telegrafo) ma era comunque un passo epocale. Direi, senza tema di esagerare, che fu una data fondamentale nella storia delle telecomunicazioni, anche se probabilmente meno importante del 12 dicembre 1901, data della prima trasmissione radio intercontinentale ad opera di Marconi.
Da allora ne son passati di segnali sotto i mari, e oggi viviamo in un mondo in cui, a dispetto della grande diffusione delle trasmissioni via etere, i fondali dei mari e degli oceani sono variamente solcati da ogni sorta di cavi per telecomunicazioni, vecchi e nuovi.
Tutta ’sta retorica per dire cosa? Niente, solo che l’altro giorno ho chattato con Lorenzo, in Australia, ed è stato bello vedere che adesso lui indossa il maglione mentre io sono in canottiera. Questa immagine, ottenuta con il Visual Route, non rende conto del passaggio dei cavi sottomarini da Hong Kong.

La storia del cavo atlantico »

Liferea gets the job done

@ Giovedì 1 Luglio 2004 @ 18:00

Liferea screenshot
Liferea è l’abbreviazione di Linux Feed Reader ed è, a mio parere, il miglior feed reader per Linux, se non addirittura il miglior feed reader gratuito in assoluto.
Questi programmi sono ancora poco diffusi e poco noti, e Liferea, che non può certo essere considerato privo di pecche, è comunque quello più ricco di promesse in ambito open source.
Piace sicuramente a chi usa Gnome (per gli amanti della shell non si può fare a meno di suggerire lo splendido raggle). Fino a poco tempo fa usavo lo Straw, un feed reader per Gnome scritto in Python. Ma l’ultima versione di Straw è un po’ troppo ficosa a proposito del charset encoding dei feed, al punto da non farteli leggere quando non gli piacciono.
Anche Liferea è abbastanza ficoso riguardo alla correttezza formale dei feed, ma te li fa leggere lo stesso, benché ti avverta con una noiosa marcatura in rosso dei possibili problemi.
L’importazione di file OPML funziona bene, anche se il software si pianta. In realtà l’ho dovuto uccidere di brutto, ma quando l’ho riaperto aveva importato tutto correttamente e creato le giuste gerarchie. Quest’ultimo punto (l’organizzazione dei feed in categorie) è particolarmente ben realizzato in Liferea.
Da notare anche l’ottimo aspetto (carina la caratteristica di associare i feed ai favicon dei siti) e la ricchezza di impostazioni personalizzabili per ciascun feed, che offrono la programmazione dell’aggiornamento, l’impostazione della cache, il filtraggio tramite programmi esterni, e così via.
Di recente è uscita la versione 0.5.1 che non vedo l’ora di provare, perché si dice che apporti molte caratteristiche interessanti (ormai aspetto il pacchetto Debian).

Liferea »