Archivio di Ottobre 2004

Gli U2 la fanno grossa…

@ Venerdì 22 Ottobre 2004 @ 09:14

u2.jpgma Elio e le storie tese ci erano arrivati prima (e meglio).

È chiaro che il mercato della musica deve cambiare e la risposta non può essere semplicemente quella di dotare i propri dischi di sistemi anticopia. Mi è successo ben due volte con i dischi di Max Gazzè, infatti, comprati originali, e prendendola, sostanzialmente, nel baugigi. Perché la misura di protezione anticopia del disco altro non è che un sistema farlocco che finisce per punire l’acquirente del disco originale (per esempio io, che uso Linux e non posso ascoltarmelo sul PC) mentre lascia impunito il pirata che tanto trova comunque il sistema di gabbare la casa discografica.

La tennologia va usata in modo intelligente e innovativo, non miope e conservatore..

La rivoluzione degli U2 »

Giratina

@ Giovedì 21 Ottobre 2004 @ 16:15

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Proprio sopra casa.

Ma che belle le elezioni…

@ Mercoledì 20 Ottobre 2004 @ 17:10

elections.pngTra un po’ si vota nella mia zona e tra un po’ si vota anche negli States…
Il suffragio universale è una gran bella invenzione, peccato però che la sua applicazione sia una totale utopia.
Non so come vadano esattamente le cose negli Stati Uniti, ma, come si dice, tutto il mondo è paese.
Naturalmente questa è la mia personalissima opinione, ma quel po’ di esperienza che mi sono fatto in ambito elettorale, non solo come segretario di sezione, ma anche ascoltando i racconti kafkiani di qualcuno a me molto vicino che ha avuto a che fare con i meccanismi elettorali a livelli un po’ più alti, mi han convinto di varie cose.
Fra queste il fatto che quando il bacino dei votanti (o elettori, come preferite) supera le dimensioni di un piccolo comune, le elezioni diventano un rito, un fatto di costume. Non è più democrazia reale, anche se certamente ci si avvicina, ma è qualcos’altro, qualcosa che ha più a che fare con una grande caccia al tesoro che con un’operazione di votazione.
Alle scorse elezioni il nostro premier sparaballe ebbe a dire che i risultati erano falsati da un grande complotto dei perfidi comunisti. Tutti i presidenti di seggio, o gran parte di essi, sarebbero professionisti del broglio e dell’inganno, e la democrazia va a farsi friggere.
In realtà quello che avviene realmente è molto più complicato. Quando i pronostici sono sul filo del rasoio, il verdetto finale di un risultato elettorale è più frutto della cabala che delle cattive intenzioni.
Quello che succede in gran parte delle sezioni è, in maggioranza, confusione.
Il nostro antiquato sistema elettorale prevede una tale serie di garanzie democratiche che, alla fine, il piccolo meccanismo di una sezione elettorale rischia di collassare.
Un presidente di sezione alla prima esperienza si trova di fronte a una gran quantità di materiale, manifesti, verbali, schede, comunicazioni di vario tipo, disposizioni le più disparate, persone da gestire, logistiche da amministrare, procedure da seguire, etc.. A quel punto, discernere le cose importanti da quelle futili diventa impossibile.
Se le procedure di votazione e di scrutinio dovessero esser seguite alla lettera probabilmente poche sezioni riuscirebbero a far votare anche solo metà dei propri elettori e a concludere lo scrutinio prima dell’alba.
Le istruzioni per gli uffici elettorali di sezione (emanazione delle leggi elettorali) prevedono centinaia di particolari e procedure per gestire casi assurdi, come ad esempio il famoso “caso dell’elettore che non riconsegna la matita“. Ma non prevedono, ad esempio, che uno scrutatore possa dimenticare di riportare il numero di certificato elettorale nella lista (sostituzione del tagliando del buon vecchio certificato elettorale). In realtà, anche se questo dovesse succedere (e succede, eccome) non ha molta importanza, ma ci sono uffici di sezione che vanno nel caos per bischerate di questo tipo.
Queste cose avvengono perché, come spesso accade, chi scrive le leggi non ha la minima esperienza di ciò di cui sta legiferando.
Il risultato di questo perverso meccanismo è che molte, moltissime sezioni consegnano, agli uffici di ordine superiore, quelli che devono tirar le somme, verbali incompleti, errati. Ci sono casi in cui non li consegnano affatto.
Ora, il fatto che le cose siano effettuate in buona fede (si spera) garantisce che il risultato, anche quando contiene degli errori, alla fine non sia così differente da quello che sarebbe stato se il meccanismo fosse filato perfettamente liscio.
Però bisogna stare attenti. Chi garantisce quella buona fede? E la buona fede basta a sopperire ai pastrocchi elettorali?
Quando la burocrazia è troppa diventa una patologia. È uno strumento che nasce per garantire e amministrare la democrazia e finisce per minare la democrazia stessa. Qualcuno se ne può approfittare. E sicuramente lo ho già fatto.

Nelle operazioni di voto degli Stati Uniti d’America non so quanta burocrazia ci sia. Sicuramente il sistema non è antiquato come il nostro. Sicuramente è più snello, ci son meno buste, meno timbri, meno firme. Però entra in campo almeno un altro strumento potenzialmente pericoloso: la tecnologia. Il fatto che si possa votare tramite posta, e-mail, macchine elettroniche, magari anche con un mms :) etcetera, aumenta il grado di complessità delle operazioni di voto quel tanto che basta per stendere un velo opaco su quella trasparenza che il suffragio universale, per sua natura, esigerebbe.
Sappiamo bene, ahimé, come sono andate le cose 4 anni fa…

meBlog 0.4

@ Mercoledì 20 Ottobre 2004 @ 09:00

mcgrath.gifEcco la versione 0.4 del meBlog.

Devo decidermi a metterlo sul CVS.

Questa volta ci son davvero tante modifiche e correzioni. Chissà quanti bei nuovi bachi…

CHANGELOG V.04

General
- added possibility of disabling comments on specific posts

Admin (almost totally rewritten)
- english interface
- blog contents and blog access statistics unified
- unified config file (now meBlog uses the same config file for weblog and administration)
- better posts’ management
- added comments’ management
- added categories’ management
- added trackback support (outgoing pings)
- added user agents support (exclude bots from statistics)
- added “last 100 clicks” as first page of statistics
- fixed some bugs (references to Mau Blog URLs)
- changed default time filter to 1 week
- better interface

Weblog
- added trackback support (incoming pings)
- added permalink on post’s title
- added check on “allowed tags” in comments and trackbacks (far to be secure but much better)
- different comment excerpts (uses fancier function to extract some words)
- fixed bug in rss feeds (wrong categories’ names)
- added rss feed for comments
- fixed some javascript errors
- added some configurable label
- fixed bug in sendcomment (disallow empty comments)
- disallowed posts preview with normal url
- added automatic unsubscribe mechanism in comments’ updates
- added permalink in comments’ updates
- removed “back to the post” link in comments’ page

Database
- added table excluded_agents
- added field Titolo to table commenti
- added field Bot to table visite
- added index idx_bot on field Bot to table visite
- added field Comments to table news

Distribution
- removed directory web/admin/sito
- config file and stylesheet come with suffix “-dist”
- fixed database.sql script to the last version

Download meBlog 0.4 »

Cos’è il moblog

@ Martedì 19 Ottobre 2004 @ 22:27

2004-10-19-22-27-15Immagini_4.jpg
Ecco qua!!

meBlog anche moblog

@ Lunedì 18 Ottobre 2004 @ 23:14

2004-10-18-23-13-50Immagini_7.jpg
Dopo tanto penare per via di problemi col cellulare nuovo ecco che adesso ho pure il moblog nel meBlog. Grazie allo zio Yurix per gli esempi e insegnamenti nella programmazione della bash! In foto infatti c’è lo script che permette la magia di postare sul blog direttamente dal cellulare…

La formula del cin cin

@ Lunedì 18 Ottobre 2004 @ 08:26

brindisi.jpgAl quesito dell’altra settimana alla fine nessuno ha risposto correttamente. Enzo ha partecipato suggerendo la soluzione. Raffaella è l’unica che ha dato una risposta. Purtroppo non era la risposta giusta. Prima di pubblicare la soluzione esorto chi non si fosse cimentato a provarci.
Comunque qualche sabato fa il quesito dell’acqua e del vino, riproposto a tavola, ha avuto un certo successo, anche se Checco avrebbe preferito che il bicchiere di vino fosse rimasto pieno di vino e basta.
Ecco dunque un nuovo quesito che ha sempre a che fare con i bicchieri e il bere:

A tavola N persone brindano. Supponendo che ciascuna di esse tocchi una ed una sola volta il proprio bicchiere con quello di ciascun altro, quante volte sentiamo il “ting” dei bicchieri che battono tra di loro?

Il primo che risponde con la formula esatta vince un invito per un account Gmail!!
(E non fate i furbi rispondendo cose del tipo: non sento nessun “ting” perché mi tappo le orecchie.)

Non esiste la destra e la sinistra…

@ Giovedì 14 Ottobre 2004 @ 09:50

Il numero di post su destra e sinistra di questo blog sta crescendo sempre più e allora ho deciso di dedicare ad essi una categoria specifica. (Per la verità ho ricategorizzato gran parte del blog).
Comunque, risolviamo questa confusione tra Destra e Sinistra. Rivolgiamoci a qualcuno che sappia dipanare i nostri dubbi e rischiarare le nostre idee dalla confusione che abbiamo in testa.


Dalla seconda puntata dell’Ottavo Nano:

Ma tu credi veramente che esiste la destra e la sinistra?
Ma non esiste la destra e la sinistra !! Sono cose che abbiamo inventato pe’ la gente, pe’ falli anda’ a votare!Ma certo, perché se la gente sa che non esiste la destra e non esiste la sinistra, esiste soltanto della gente che cerca de spartirsi il potere non ci va a votare… no? Ma che te frega? Se gli diciamo questo stanno a casa col televisore a guardasse la partita, non ce vanno a votare…

Ma di chi son figli Qui Quo Qua?

@ Martedì 12 Ottobre 2004 @ 14:30

letteraqqq.pngQuesto l’angoscioso quesito che lo zio Yurix ci ha posto l’altro giorno. Ma la risposta non è un mistero. Sebbene vi siano più versioni… almeno così si dice, cerco di fornire quella più accreditata.
Huey, Dewey e Louie (questi i nomi originali) sono stati affiancati a Paperino già nel 1937. Li ha inventati Al Taliaferro, il disegnatore Disney che aveva trasformato Paperino dalla figura allampanata iniziale a quella più rotonda e con il becco più corto che conosciamo ancora oggi.
All’inizio Qui, Quo e Qua erano pestiferi e ne facevano di tutti i colori al povero Paperino. C’è voluto del tempo perché si trasformassero in quei ragazzi coscienziosi e assenati che sono.

Ah! Quasi dimenticavo… La mamma di Qui, Quo e Qua si chiama Anitra ed è cugina di Paperino. Nell’originale americano invece si chiama Della Thelma Duck (detta Dumbella) ed è la sorella di Donald Duck. Qui, Quo e Qua hanno fatto la loro prima comparsa negli U.S.A. il 17 ottobre 1937, e in Italia sono arrivati il 27 gennaio del 1938. Nel link c’è il fumetto dell’esordio.

Paperino e i Paperotti »

Novembre Stenseniano (2)

@ Lunedì 11 Ottobre 2004 @ 09:20

ipiratidisiliconvalley.jpgSono stato allo Stensen durante questo fine settimana per la prosecuzione del ciclo di conferenze e film nell’ambito del Novembre Stenseniano. Sto assistendo a quante più conferenze posso perché l’argomento mi interessa parecchio e la qualità dei relatori è davvero notevole.
Questo venerdì è stato proiettato “I pirati di Silicon Valley” di Martyn Burke. Il film racconta la nascita di Apple e di Microsoft e l’inizio dell’informatica di massa. Assolutamente interessante, anche se alcuni fatti sono alterati in maniera decisiva nel racconto. Ad esempio, una delle scene più belle è quella in cui Bill Gates, Paul Allen e Steve Ballmer (la Microsoft degli albori) si recano dalla IBM ad offrire un sistema operativo ancora inesistente. In realtà i fatti non sono andati così, anche se la scena rende bene la spregiudicatezza del giovane Gates e il momento che segna l’inizio della fortuna di Microsoft.
La scena più significativa è in un dialogo serrato tra Steve Jobs (cofondatore di Apple con Steve Wozniak) e Bill Gates:

Steve Jobs: I nostri prodotti sono migliori.
Bill Gates: Allora non hai capito. Questo non conta!

Per approfondire il tema del film in maniera più precisa e dettagliata ci sono stati consigliati il libro Hackers di Levy Steven e il sito di Steve Wozniak.

Il fine settimana dello Stensen è poi continuato con le conferenze del professor Ghezzi e dell’ingegner Borriello. Entrambi gli interventi sono stati molto validi e hanno dato inizio, nel seguito, ad un’anticipazione delle riflessioni che saranno oggetto del vero e proprio Novembre Stenseniano.
Mi ha particolarmente colpito un commento di Borriello (che ha lavorato nel gruppo della Olivetti per la costruzione del primo calcolatore elettronico italiano) il quale ha detto che, negli errori commessi dalle aziende tecnologiche, secondo lui almeno l’80% della responsabilità è da attribuirsi quasi sempre al management, e solo il resto ai tecnici.


Novembre Stenseniano »